“Vorremmo che le imprese considerassero Aquileia come parte del proprio brand e come luogo ovvio dove accompagnare gli ospiti stranieri e dove svolgere assemblee e consigli di amministrazione”
“Noi vorremmo che le imprese considerassero Aquileia come parte del proprio brand e come luogo ovvio dove accompagnare gli ospiti stranieri e dove svolgere assemblee e consigli di amministrazione”. Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, sottolinea come l’Art Bonus, oltre alla evidente valenza economica, ne abbia anche una morale. Può contribuire a far sì che il territorio percepisca e viva la seconda Roma come proprio patrimonio.
“In Friuli Venezia Giulia – prosegue – siamo tra gli enti che hanno ricevuto più elargizioni, circa 120mila euro. Ci sentiamo fortemente incoraggiati a procedere lungo questa strada. Per quanto la Regione possa essere generosa con noi, i finanziamenti pubblici non basteranno mai per realizzare i necessari interventi sui 40 ettari di siti ad Aquileia”.
Da qui la strizzata d’occhio ai privati. “Puntiamo ad agganciare l’impresa per chiedere qualcosa e offrire a nostra volta altro. Ci piacerebbe che Aquileia fosse vissuta come patrimonio del Friuli Venezia Giulia e del Triveneto. Ci sembra che le imprese del territorio non possano non approfittare di un contesto così carico di significato, soprattutto nel rapporto con l’Oriente vicino e lontano. Sono sicuro che se la banca o l’azienda decideranno di investire su Aquileia, si sentiranno molto più portate a utilizzarla”.
Proprio nelle sale del Museo archeologico nazionale lo scorso luglio si è svolta l’assemblea dei delegati di Confindustria Udine: “Gli industriali friulani ci hanno fatto un grande regalo decidendo di tenere le proprie assise qui. Un esempio – conclude Zanardi Landi – che ci piacerebbe fosse seguito anche da altri”.